giovedì 19 aprile 2012

Il significato perduto di studiare...

Il titolo noioso e da secchione che ho scelto per il mio blog è da collegarsi ad una cosa che mi accadde al liceo.
Nonostante mi piace tantissimo leggere e mi appassiono facilmente alle cose nuove, il latino era ed è per me una bestia nera. Al liceo era l'unica materia che mi dava dei grattacapi enormi, letteratura esclusa. 
Durante una versione mi capitò di trovare la parola STUDIUM e a tempo perso cominciai a leggere tutti i significati del termine... 
Cosa poteva collegare l'amore, la passione, la smania a quel linguaggio così criptico e complicato ai miei occhi?!
Dopotutto, a me piacevano i romanzi, le riviste di PC e videogame, passare le notti a finire quel gioco o quella serie TV...
Poi, mi si accese la lampadina. E capì. Come in un'epifania.
Lo studio, e studiare di conseguenza, non è ciò che colleghiamo con la frustrazione e la noia che scaturisce durante la lettura di Analisi I, la traduzione di una versione o gli esercizi di Geometria, ma la passione che mettiamo in ciò che facciamo, il divertimento che si trova in ciò che ci piace, la smania di conoscere, il gusto dolce della soddisfazione e della gratificazione dopo la conquista di un obbiettivo duramente sudato.
Lo studio è amore, e come tale necessita dedizione, dolcezza, pazienza e tempo.
Lo studio è amore, ma il mondo è ancora disposto ad amare?!?

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